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ASSOCIAZIONE SINDROME DI DOWN ONLUS VERONA
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Orientamento e accompagnamento al lavoro
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PROGETTO "ORIENTAMENTO E ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO"

Sette ragazzi guidati da uno chef hanno acquisito abilità lavorative


Il 30 marzo, alle 17, nella sede dell’AGbD a Marzana la consegna di attestati e la presentazione di un inedito ricettario con chef a conclusione del progetto “Orientamento e accompagnamento al lavoro” per ragazzi con la Sindrome di Down - “Forti dei risultati raggiunti, puntiamo a replicarlo nel 2016” ha detto la vicepresidente Paola Grigoletti Butturini - Ed è stata lanciata l'idea di una trasmissione per  testimoniare come cucina, orto e sociale possano felicemente sposarsi.

Masterchef in erba per due anni per imparare a cucinare in autonomia e ritagliarsi nuove opportunità nel mondo del lavoro. E' l'esperienza, coronata da successo, di 7 ragazzi tra i 22 e i 27 anni con la sindrome di Down nell'ambito dell’originale progetto “Orientamento e accompagnamento al lavoro” sviluppato dal 2012 al 2014 da AGbD in collaborazione con lo chef veronese Alessandro Tannoia, con il contributo di Fondazione Cattolica Assicurazioni. Il 30 marzo, alle 17, presso la sede dell'associazione a Marzana, il progetto si è concluso con la consegna degli attestati e la presentazione del ricettario “In cucina con lo chef”, 38 piatti ispirati a una cucina classica con erbe aromatiche e verdure di stagione, un inedito “canovaccio” su cui si è realizzato l’apprendimento in gruppo e in famiglia.

Queste ricette sono il simbolo di risultati che, come dimostra la nostra esperienza biennale, si possono raggiungere grazie all'impegno e alla collaborazione dei ragazzi, operatori, enti e famiglie” ha detto Marco Andrioli, presidente di AGdD. “Si potrebbe lanciare una trasmissione televisiva per comunicare come certi traguardi siano possibili”. Un'idea supportata  anche da Adriano Tomba, segretario generale della Fondazione Cattolica Assicurazioni:Questo progetto raggiunge obiettivi significativi che vanno evidenziati perchè costituiscono un segnale di cambiamento importante. Sarebbe stato impensabile immaginare una decina di anni fa all'autonomia e alla creatività maturata nei ragazzi grazie a un percorso strutturato”.

Abbiamo iniziato dicendo che in  cucina si doveva sentire solo il rumore dei coltelli - ha spiegato Paola Grigoletti Butturini, vicepresidente dell'associazione. I ragazzi hanno lavorato molto bene e con entusiasmo, grazie al supporto dei volontari e all'impegno dello chef. L'obiettivo era imparare a cucinare da soli e offrire nuove  leve per l'inserimento professionale. Forti dei risultati raggiunti puntiamo a replicare il progetto nel 2016”. In questo senso molto positivi i riscontri dello chef Alessandro Tannoia, docente alla Scuola di ristorazione Don Calabria a Bovolone e con all'attivo numerose consulenze con ristoranti e alberghi. “Grazie a questo progetto ho potuto sperimentare con i primi 7 ragazzi attività che non avevano mai svolto: da imparare a gestire l'igiene in cucina a tagliare e a pelare, dalle diverse fasi di cottura alla mise en place - ha testimoniato lo chef. Ho utilizzato la stessa impostazione per il laboratorio di cucina che organizzo per i ristoranti e li ho stimolati a cucinare con prodotti dell'orto che avevamo in gestione, di stagione, freschi e tipici del nostro territorio. Vedo ottime prospettive per loro nel mondo della ristorazione”.

Il progetto “Orientamento e accompagnamento al lavoro” si è svolto tra un laboratorio di cucina e un orto per la coltivazione di piante aromatiche in un’intensa attività di sperimentazione manuale e creativa. Numerosi gli esiti: da una parte i ragazzi hanno acquisito autonomia personale in cucina e hanno imparato a programmare e a realizzare, con la famiglia e da soli, i pasti; dall’altro oggi dispongono di competenze spendibili per l’inserimento lavorativo nel mondo della ristorazione.

I ragazzi, impegnati all’inizio della preparazione di menù semplici, hanno imparato a confezionare piatti sempre più complessi e hanno sperimentato vari metodi di cottura – spiega Paola Grigoletti Butturini, vicepresidente dell’associazione. In alcune lezioni abbiamo coinvolto anche le famiglie, per renderle consapevoli e partecipi delle abilità acquisite dai figli e ciò ha assicurato sistematicità al lavoro svolto in laboratorio, rafforzando le buone prassi apprese con lo chef”.

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